Servo
di Dio
P. Mariano Patane'
di
San Filippo Neri in Acireale
O
Signore,
che
hai onorato la nostra città
con
la nascita del tuo servo
P.
Mariano Patanè d.O.,
le
cui virtù ed i cui meriti
sono
ancora in salutare ricordo,
concedici,
se è di tuo gradimento,
di
vederlo annoverato
nel
numero dei Beati.
posta
dal P. Mariano
a
tutela e custodia della nostra
città,
concedi di vivere così da non
essere
indegni di un tuo figlio
tanto
prediletto.
Amen.
Detto comunemente
dal popolo "Patri Don Marianeddu da Razzia", nacque ad Acireale
il 2 maggio 1713. Di famiglia poverissima, fin da piccolo servì come sagrista
nella sua chiesa parrocchiale, ricevendo in compenso dal cappellano i primi
insegnamenti del sapere e qualche spicciolo per la famiglia. Negli anni
dell'adolescenza amava ritirarsi in un luogo solitario detto "Timpa"
per pregare e meditare.
Il Signore ben presto fece sbocciare in lui il germe della vocazione
al sacerdozio, comunicandogli la scienza profonda dei suoi misteri, tanto che i
maestri del convento carmelitano, dove era entrato per studiare, affermavano che
era una gioia spirituale sentire parlare Mariano "in divinità",
cioè delle cose di Dio.
Fu ordinato
sacerdote il 15 giugno 1737. Esercitò il suo ministero nelle chiesette sparse
per la campagna, in quelle più abbandonate e povere, predicando spesso
all'aperto con parola dolce ma forte e suadente e svolgendo col popolo devote pratiche di
pietà. Fu cappellano nella chiesa di Capo Molini e presso l'ospedale di santa
Marta.
Nel 1753 durante il quaresimale
cittadino fu colpito
dalle parole accorate del predicatore il quale, rivolgendosi ai
sacerdoti ebbe a dire: "Vi prego acciocché fosse uno dei primari oggetti
delle vostre cure e del vostro zelo la coltura dei giovanetti". Decise
allora di dedicare il suo apostolato sacerdotale all'educazione dei fanciulli e
istituì delle scuole adatte, che mancavano del tutto in quel tempo, nelle quali
con i consigli e con l'esempio formò eccellenti sacerdoti e onesti cittadini.
Il 6 giugno 1756 fondò ad Acireale
la Congregazione dell'Oratorio di san Filippo Neri. L’Oratorio diviene luogo concreto di
iniziative apostoliche. Per
attuare il suo progetto di cristiana carità verso i fratelli, don Mariano si
rivolge soprattutto agli umili, ai minori, sconfiggendo la logica e l’economia
del successo e del merito.
Egli stesso, con uno
scritto che sembra una preghiera, narra le vicende per la costruzione
dell’Oratorio e dopo aver esordito con un gioioso “viva Gesù e Maria”
invita tutti a pregare sempre il Signore per lo sviluppo dell’opera.
Intanto la fama del
suo operato si divulgarono un po' dovunque. I vescovi di Catania, Siracusa,
Messina, Patti e persino Malta ed Amalfi affidarono alle sue cure i propri
chierici. Non pochi nobili, tra essi il re di Spagna Carlo III e suo figlio
Ferdinando IV, lo stimarono e venerarono. Il suo zelo si manifestò anche nella
predicazione eucaristica e nel diffondere una filiale devozione alla Madonna,
alla quale dedicò in Acireale piccoli templi ed icone.
Il Signore lo arricchì dello spirito profetico e di molti miracoli,
ottenuti per sua intercessione, oltre che di un particolare carisma profetico;
predisse fra l’altro l’Istituzione della Diocesi di Acireale. Trovandosi
in Piazza Duomo, ove era solito ripetere un cenno di riverenza, rivolgendosi al
chierico Riggio, disse: “Vedi Mauro, questo palazzo, un giorno sarà destinato
alla residenza del Vescovo di Aci. Si alzerà, sopra il vicolo che separa il
palazzo dalla sacrestia del Capitolo, un ponte, che aprisse una interna
comunicazione tra quella e questo, onde il Vescovo dalla sua abitazione possa
discendere facilmente nella sua Cattedrale”.
Rimeditando quella
predizione con riferimento ai fatti che poi si verificarono all’epoca della
costruzione del ponte, essa assume maggiore valore. Infatti i laici acesi si
schierarono contro la costruzione, facendo persino ricorso alla deputazione
provinciale. Tuttavia le loro ragioni non prevalsero e fu così possibile
iniziare i lavori di costruzione del palazzo vescovile e dell’arco.
Due immagini
rappresentano per il Servo di Dio qualcosa di particolare: il
crocifisso che si trova nell’attuale omonima cappella e che era la
primigenia chiesa dell’Oratorio e l’immagine della Vergine
che egli sognò o vide e che su
minuziose descrizioni fece dipingere su una lastra di ardesia ad
Alessandro Vasta, immagine che piacque a tutti e diceva il padre “Questa
immagine è dono di Dio all’Oratorio”.
Nel 1776 furono
ultimati i lavori della chiesetta di Sant’Anna dell’Aiuto, posta a poca
distanza dalla chiesa di S. Caterina, così padre Mariano ritornò alla sua amata
“Timpa” per incontrare la MAdre, in quello scenario di incomparabile bellezza
e nel silenzio e nella quiete poter sperimentare la dolcezza del colloquio con
Maria.
Morì il 27 aprile
1804. I funerali furono un trionfo, partecipati da una marea di gente che lo
acclamò come un santo. Il suo corpo riposa nella chiesa
dell'Oratorio ad Acireale, ed è meta anche oggi di molti pellegrinaggi. Padre
Patanè è "un esempio di quanto la vita di un sacerdote possa essere
feconda di opere di carità, quando è ispirata a Maria e nutrita dalla sua
devozione".
A pochissimi giorni
dalla morte i Padri dell’Oratorio avanzarono istanza a Mons. Corrado Deodati,
Vescovo di Catania, per iniziare il processo di canonizzazione. Mons. Deodati
accolse favorevolmente la richiesta dei PP. Filippini,e , con proprio decreto
dell’8 maggio 1804, stabilì che si desse inizio alla raccolta degli atti del
processo. La commissione a causa dell’età troppo avanzata dei suoi membri,
fece poco lavoro.
Solo in data 5 novembre 1844 fu avanzata istanza al nuovo Vescovo di Catania, Mons. Felice Regano per la riapertura del processo. Dopo alcuni anni il processo si chiuse, ma le relazioni non furono inoltrate a Roma, anzi andarono perdute. Una delle ipotesi avanzate è che le manovre iniziate in quegli anni per la nuova Diocesi di Acireale abbiano raffreddato i rapporti con la Diocesi madre di catania, e tra le prime conseguenze ci sia stata il congelamento di questa causa.
Dispiace che ancora non siano state riconosciute solennemente le qualità
del Padre Mariano: il suo grande amore per la Madonna
della Purità e per il
Crocefisso, il continuo trasporto per l’Eucarestia, l’integrità ed
umiltà di cuore.
Al fine di
promuovere la sua causa si è costituita in Acireale in data 3 marzo 1988
l’Associazione Padre Mariano Patanè.
Lo scorso anno
(1999) si
è riaperto ufficialmente il processo e non è senza significato che a due
secoli dalla morte siano soprattutto i ceti popolari a nutrire per lui una
venerazione del tutto singolare.
Si a pregare
pregare
il
Servo di Dio P. Mariano Patanè
possa
raggiungere gli onori dell’altari.
o
sia stato testimone di grazie ricevute
è pregato di riferirle alla Congregazione dell'Oratorio
l'Oratorio nel mondo - una proposta
La Congregazione dell'Oratorio acese - La chiesa dell'Oratorio
La cappella del Crocefisso - La Madonna della Purità - San Filippo Neri
Servo di Dio Mons. Giambattista Arista
Istituto San Michele - Centro ricreativo giovanile San Filippo Neri
Attività - Pubblicazioni - Biblioteca
